Confronto prestiti per under 18: le proposte migliori per i più giovani

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E’ possibile per un minorenne accedere a un prestito? In realtà no, dato che il primo requisito per poter fare richiesta di qualsiasi tipo di prestito è essere maggiorenne. Ma, c’è comunque possibilità per un under 18 di poter accedere ad un finanziamento per, ad esempio, far fronte alle spese di un viaggio o per sostenere delle spese scolastiche.

Anche se è possibile intestare una carta prepagata ad un minorenne, le banche tendono ad erogare finanziamenti solo a chi è in possesso di un conto corrente. Dunque anche se il minorenne in questione ha questo tipo di carta con anche una certa cifra sopra, sarà quasi impossibile che un istituto di credito ne tenga conto.

L’unica strada allora che possono percorrere gli under 18 è fare richiesta di un prestito personale avvalendosi di un genitore come Garante. Potranno poi richiedere dei micro-prestiti, il cui importo sarà compreso tra i 300 e i 1500 euro, con tasso molto basso e una suddivisione in 12 rate mensili circa.

Si verrà incontro al minorenne con una tassazione fissa bassissima e con spese accessorie quasi nulle.

Prestito con genitore

Dunque, se sei un under 18, devi comprendere che, per questioni legali, fino al compimento della maggiore età non potrai richiedere tu direttamente un prestito. Dovrai chiedere aiuto ad un genitore.

I prestiti infatti sono delle erogazioni di denaro che, anche quelli più agevolati tra tutti, hanno bisogno di garanzie solide per poterlo fare. Garanzie come stipendi o pensioni, oppure garanzie reali come la proprietà di una casa o il possesso di beni mobili di valore come oggetti d’arte o gioielli.

Alcuni banche si basano sulla cessione del quinto cioè, chi sottoscrive un contratto di prestito con loro, accetterà che ogni mese, fino all’estinzione del debito, gli verrà trattenuto massimo un quinto dello stipendio o pensione (circa il 20%).

Dunque grazie alla presenza di un maggiorenne con un reddito dimostrabile e con un passato creditizio affidabile, il minorenne potrà fare richiesta di un prestito. Il genitore (o il garante) si impegna a pagare le rate fino a quando il minorenne non compirà 18 anni. Dopodiché il 18enne potrà farsi lui carico del debito e delle sue responsabilità.

Ricerca sul web

Il nostro consiglio è fare comunque una ricerca sul web perchè alcune banche, ogni anno, si rinnovano e propongono prestiti indirizzati a determinate fasce di età.

Ci sono alcuni istituti di credito infatti (come Banco Popolare o Unicredit) che offrono prestiti di piccoli importi, tra i 1000 e massimo i 5000 euro, per venire incontro alle spese legate allo studio dei minorenni. Il piano di ammortamento è abbastanza esteso (fino 36 rate mensili), sia il TAEG (tasso annuo effettivo globale) che le spese di apertura del conto sono davvero contenute.

Prestiti senza busta paga

Gli under 18 dunque rientrano in quella categoria di persone come:

  • i precari
  • i disoccupati
  • le casalinghe
  • gli studenti
  • lavoratori in nero
  • lavoratori autonomi

Cioè coloro che non possono vantare un certo reddito stabile e che non hanno una busta paga fissa che possa costituire una valida garanzia agli occhi della banca o finanziaria.

Anche queste persone possono avere bisogno di liquidità per far fronte a degli acquisti piccoli o grandi e dunque, sono stati pensati dei prestiti anche per loro. Invece di avere come garanzia il loro stipendio potranno avvalersi di garanzie reali come l’essere proprietari di una casa, oppure, come appunto il caso dei minorenni, portare con sé un Garante che faccia da fideiussore.

Prestiti agli studenti

A partire dal compimento dei 18 anni, gli studenti possono richiedere i cosiddetti “prestiti d’onore” cioè forme di finanziamento che gli atenei stipulano con la banche e le finanziarie per aiutare i giovani con le spese universitarie e legate allo studio, come l’acquisto di libri o il pagamento dell’affitto dell’alloggio.

Sono prestiti che non richiedono reddito dimostrabile né la presenza di un Garante. Basta essere maggiorenni ed essere studenti meritevoli e con una buona media. Inoltre bisogna essere già iscritti ad un’Università ed aver pagato la tassa di iscrizione.

Sono prestiti pensati sì per gli studenti, ma in particolar modo per quelli universitari. Quindi gli under 18 non possono ancora accedervi.

Sono prestiti poi che prevedono il rimborso del debito solo dopo che lo studente abbia completato il corso di studi o master. Inizierà a pagare le rate appena avrà trovato un lavoro stabile. Se ciò no avvenisse entro 5 anni dalla fine degli studi, il beneficiario dovrà comunque e in ogni caso iniziare a restituire il finanziamento.

Prestito con Garante

Sia nel caso dei minorenni che di coloro che non hanno busta paga, presentarsi in banca affiancato da un Garante potrebbe essere la soluzione migliore e più consigliata.

Che si intende per prestito con Garante? Significa che nel contratto che viene stipulato per la concessione di un finanziamento, è previsto un terzo soggetto che si impegnerà a rimborsare il debito, nel caso il beneficiario non riuscisse più a rispettare il pagamento delle rate.

Se talvolta il Garante è un’opzione, altre volte, come nel caso degli under 18 e di coloro che non hanno garanzie, è obbligatorio se si vuole ottenere un prestito. E’ l’unico modo per essere “ascoltati” da un istituto di credito che, giustamente, ha bisogno di qualcosa di concreto su cui basare la sua fiducia creditizia.

Essere designato Garante non è questione da poco: è una bella responsabilità. Vuol dire prendersi in carico un eventuale (o sicuro) debito di cui dovrà rispettare i termini e le scadenze.

Documenti del Garante

Così come il richiedente il finanziamento, anche il Garante dovrà presentare determinati documenti per dimostrare la sua affidabilità creditizia. In particolare:

  • documento d’identità in corso di validità e codice fiscale
  • Modello unico se è un lavoratore autonomo e un libero professionista
  • ultime buste paga se è un lavoratore dipendente, meglio se con contratto di lavoro a tempo indeterminato

Il Garante deve avere un’età compresa tra i 18 anni e i 65 anni. Però è un’indicazione generale, ogni istituto di credito poi applicherà la sua politica.

Prestito cambializzato

Se il minorenne non dispone di un Garante con i giusti requisiti, perchè magari i suoi genitori sono disoccupati o lavoratori precari, può far chiedere loro un prestito cambializzato.

Si tratta di un tipo di finanziamento che viene garantito dal pagamento di cambiali che valgono come rate mensili utili all’estinzione del debito.

Sono prestiti personali non finalizzati cioè non vengono richieste informazioni sullo scopo della richiesta del prestito. Dunque la cambiale è un titolo di credito che costituirà essa stessa una garanzia di pagamento per il creditore (banca o finanziaria). In caso di insolvenza da parte del beneficiario del finanziamento, la banca si attiverà per il pignoramento dei beni.

Le due principali tipologie di cambiali:

  • tratta: la banca dà l’ordine al beneficiario di pagare una certa somma entro un tempo prestabilito ad un terzo soggetto (che solitamente è proprio la banca che ha concesso il prestito);
  • pagherò: il debitore emette la cambiale che vale come promessa di pagamento del debito.

Il prestito cambializzato si caratterizza per la rapidità e la flessibilità ma è anche rischioso: se non si riesce a pagare il debito, si verrà segnalati come cattivi pagatori o addirittura protestati.

Prestiti INPDAP

Se il genitore del minorenne è un dipendente pubblico o pensionati potrà fare richiesta dei piccoli prestiti INPDAP che sono forme agevolate di finanziamento pensate proprio per i dipendenti pubblici.

Il requisito principale è siano maggiorenni e iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e sociali (detta anche Fondo Credito).

I prestiti INPDAP in realtà sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP dato che l’INPDAP è stato soppresso nel 2011 e le sue funzioni, tra cui l’erogazione dei prestiti, sono passati all’INPS.

In particolare i piccoli presiti (la cui durata va da 1 a 4 anni e le rate da 12 a 48 mensilità), non richiedono motivazione e sono proprio pensati per far fronte alle spese quotidiane familiari dei dipendenti pubblici (e dunque dei loro figli).