Confronto prestiti per pignorati: fasi, calcolo e richiesta

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Essere pignorati vuol dire che si ha subito un pignoramento dunque un atto di espropriazione forzata che, a causa di un nostro mancato pagamento di un debito, ha portato a vincolare dei beni nostri possesso non più a noi mal nostro creditore.

Il pignoramento può essere immobiliare, mobiliare o presso terzi (cioè si riferisce al conto corrente o allo stipendio). Non vuol dire per forza che i nostri beni ci vengano sottratti ma si tratta di un’ingiunzione da parte di un ufficiale giudiziario al debitore che non dovrà sottrare i beni pignorati ad un eventuale ed effettivo esproprio. Dunque si va a perdere la proprietà dei beni ma non la loro disponibilità.

Nell’atto di pignoramento deve essere riportato l’importo del debito, la residenza o domicilio del pignorato e anche la clausola della possibilità da parte del debitore di poter domandare al giudice di poter pagare la somma dovuta al posto di vedersi pignorati i propri beni.

E’ raro che questo accada perché la somma da restituire dovrà essere pari all’importo del credito dovuto con l’aggiunta degli interessi e delle spese accessorie.

Se il debitore verserà nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma dovuta (più spese) potrà evitare il pignoramento oppure potrà cercare di accordarsi con il creditore.

Estinzione del pignoramento

Il pignoramento si può estinguere in vari modi. Sia perché si raggiunge il suo scopo e il creditore si ritiene soddisfatto, sia per rinuncia che per inattività delle parti.

Con quest’ultima, si intende che le parti non proseguono fino in fondo il processo esecutivo nei termini stabiliti dalla legge oppure il pignoramento si ritiene estinto per mancata comparizione delle parti all’udienza.

Cosa possono fare i pignorati

Così come i protestati e i cattivi pagatori (cioè coloro che non rispettano e onorano un pagamento), anche i pignorati hanno vita dura se vogliano richiedere un prestito. Quando infatti si va a richiedere un finanziamento presso un istituto di credito, verranno fatti degli accertamenti e controlli sulla nostra situazione finanziaria passata e attuale.

Le banche infatti devono assicurarsi che il richiedente abbia sia una certa affidabilità creditizia sia che abbia “una fedina” creditizia pulita. Quindi sapranno tutto di voi, nel bene e nel male.

Però non bisogna appunto disperare perché si potrà cercare di richiedere lo stesso un finanziamento. Vi potrà essere utile fare una ricerca online e confrontare le varie finanziarie che propongono prestiti per pignorati e fare un confronto per capire quale si adatta meglio alle vostre esigenze.

Le principali tipologie di finanziamento per pignorati sono:

  • cessione del quinto
  • prestiti cambializzati
  • prestiti con garanzie

Cessione del quinto

Se siete dipendenti pubblici o privati e avete un contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche se pignorati, potrete richiedere un prestito offrendo la cessione del quinto del vostro stipendio o pensione come garanzia del rimborso.

La finanziaria o la banca, una volta approvato il prestito, vi erogherà sul conto corrente l’importo e, a partire dal mese successivo, vi inizierà a trattenere ogni mese circa il 20% dello stipendio secondo la durata del piano di ammortamento stabilito in fase di contratto.

Verrà stabilito un tasso di interesse fisso per tutta la durata del prestito e vi potrebbe essere chiesto di sottoscrivere, obbligatoriamente, una polizza assicurativa, sempre come garanzia per il rimborso. Potrebbe poi essere erogato un capitale inferiore rispetto a quello richiesto.

La durata del prestito oscilla tra i 24 e i 120 mesi e nessun obbligo di garanzie alternative.

Documenti da presentare

Se siete propensi per questo tipo di prestito, dovrete presentare la seguente documentazione:

  • copia di un documento d’identità e codice fiscale
  • ultime due buste paga
  • TFR maturato
  • documento che attesti il vostro reddito e la vostra retribuzione annua

Prestiti con garanzie

Se non si ha la possibilità di contare su una busta paga fissa e non si è dipendenti pubblici, non bisogna demordere. Ci sono altri tipi di prestiti, oltre alla cessione del quinto, a cui ci si può rivolgere.

Chi è disoccupato o è un lavoratore autonomo, anche se pignorato, può presentare garanzie alternative come un immobile di sua proprietà da ipotecare oppure si possono offrire come garanzia beni mobili preziosi e di valore come oggetti d’arte o gioielli.

Ma, essendo un pignorato, forse non è proprio la strada giusta da seguire. La soluzione migliore è affidarsi ad un Garante che possa farci da fideiussore in caso di nostra insolvenza o impossibilità di pagare.

Il Garante, contrariamente al pignorato, è una persona che ha una solida e comprovata affidabilità creditizia che si impegnerà a pagare il debito del beneficiario. E’ davvero una grande responsabilità perchè se il Garante poi, a sua volta, non riesce a onorare il pagamento delle rate potrebbe incorrere nella tanto temuta segnalazione di cattivo pagatore.

Documenti che deve presentare il Garante

Sia se il contratto di prestito venga sottoscritto in sede oppure online, il Garante dovrà presentare la seguente documentazione:

  • carta d’identità e codice fiscale
  • ultime due buste paga o Modello unico
  • CUD
  • attestato di servizio

Prestiti con cambiali

Il prestito cambializzato è una tipologia di prestito assai diffusa presso i cattivi pagatori, i protestati e anche i pignorati.

E’ un prestito che si basa sull’emissione di un titolo di credito che servirà da garanzia della restituzione del debito. La cambiale verrà firmata dal beneficiario e su di essa verrà apposta vidimazione attraverso il bollo. Dunque il rimborso del denaro ricevuto avverrà tramite delle cambiali che andranno a differire il pagamento vero e proprio.

Se il beneficiario verrà meno al suo impegno, andrà di nuovo incontro al pignoramento dei beni (se ci sono ancora beni da poter pignorare). Optare per questo tipo di prestito è una scelta onerosa e gravosa dato che i tassi di interesse sono solitamente molto più alti della media (dai 2 ai 4 punti in percentuale).

Ma in fondo, come dare torto alle banche? Vogliono giustamente “proteggersi” da ogni rischio dato che sanno i trascorsi del beneficiario. Dunque vogliono tutelarsi da future e abbastanza probabili insolvenze.

Se da un lato è bene dare fiducia al prossimo, dall’altro è anche importante salvaguardare i propri interessi in gioco.

Tipologie di cambiali

Esistono due principali tipologie di cambiali:

  • tratta: in questo caso il traente ordina al trattario di pagare una somma al portatore del titolo (può coincidere con il traente). Il traente poi sarà lui a garantire la cambiale.
  •  pagherò: l’emittente fa una promessa di pagamento al beneficiario del titolo.

Le cambiali poi verranno compilate su appositi moduli dove dovranno essere indicati degli elementi essenziali come la tipologia di cambiale (tratta o pagherò), indicazione di chi è designato a pagare, la data di emissione della cambiale, la sottoscrizione del traente.

In maniera facoltativa si possono anche aggiungere la data di scadenza (se non presente, la cambiale si considererà pagabile a vista), l’indicazione del luogo di emissione e del luogo del pagamento.

Fasi e calcolo del prestito

Per calcolare il prestito più adatto e capire le varie fasi, la soluzione migliore e più veloce è andare su internet e consultare i vari siti ad hoc specializzati nella simulazione del calcolo e confronto dei vari prestiti che vi interessano.

Sarà così possibile accedere anche a prestiti online veloci (alcuni anche entro 24 ore) dall’accettazione della richiesta. Vi verranno proposti poi tassi fissi dunque sarà facile fare un calcolo approssimativo delle spese complessive e capire quale piano di ammortamento vi conviene di più.

Si tratta poi solitamente di prestiti che vanno dai 1000 euro ai 60.000 euro.

Come fare richiesta

Anche se pignorati, come abbiamo visto, è possibile fare richiesta di prestiti. Potrete o richiederli recandovi di persona in una delle sedi della banca o finanziaria da voi scelta, oppure potreste rivolgervi ai prestiti online.

Potreste anche combinare le due opzioni e cioè fare prima una ricerca sul web e studiarvi le varie offerte e soluzioni, dopodiché, con i calcoli alla mano, prendere appuntamento con un consulente e recarvi in banca.

Se non avete particolari urgenze o necessità di avere liquidità, il consiglio è sempre quello di prendervi tutto il tempo necessario per fare le giuste ricerche e valutazioni. Soprattutto se in passato avete appunto avuto problemi a onorare un debito (non perchè siete cattive persone ma perchè avete avuto delle difficoltà che possono capitare a tutti), cercate di non ripetere gli stessi errori e di fare le scelte giuste e adatte a voi.

Procuratevi poi tutta la documentazione necessarie e, nel caso abbiate optato per un Garante, preoccupatevi che anche lui abbia tutta la documentazione richiesta, prima di fare domanda per un prestito. Insomma, sbagliando si impara e si può solo migliorare.