Confronto prestiti per capire quanto costa un finanziamento: tutto quello che c’è da calcolare, info utili

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Se avete un sogno nel cassetto da realizzare, un progetto, oppure spese urgenti che esulano dalle vostre disponibilità finanziarie, potete rivolgervi ad un prestito. Si tratta dell’erogazione di una somma di denaro da parte di un istituto di credito come una banca o una finanziaria ad un altro soggetto economico.

Quando richiedete un prestito dovrete valutare sia l’importo da richiedere ma anche i tassi di interesse che varieranno da un istituto di credito all’altro e che incideranno sul costo finale.

I prestiti si possono richiedere o in banca o presso una finanziaria oppure anche online. Optare per un finanziamento online, oltre che essere più comodo perchè si può fare da casa collegandosi semplicemente a internet, può anche essere la soluzione più economica in quanto si vanno ad abbattere (e in alcuni casi proprio ad azzerare) le varie spese accessorie e di gestione.

Andare sul web ti permette anche di simulare e calcolare il piano di ammortamento più adatto alle tue esigenze e di considerare tutti i pro e i contro. Ci sono poi siti appositi dedicati alla comparazione dei prestiti come ad esempio facile.it oppure PrestitiOnline.it.

I costi di un finanziamento

Quando si richiede un prestito dovrete considerare anche il TAN, il TAEG e l’eventuale stipula di un’assicurazione.

Il TAN è il tasso annuo nominale ed è in pratica il tasso di interesse che le banche vanno ad applicare per calcolare l’importo esatto delle singole rate che dovrai pagare. Mentre il TAEG e cioè il tasso annuo effettivo globale, comprende sia il TAN che le spese accessorie, ed indica in percentuale il costo reale di un prestito.

Dunque più il TAN e il TAEG sono bassi, più il prestito sarà conveniente. Se poi ci aggiungete l’assicurazione, andrete a pagare circa 10 euro in più ogni mese. Certo, se volete risparmiare il più possibile, potreste ritenere inutile stipulare una polizza assicurativa. Ma, in alcuni casi, soprattutto quanto si tratta di contratto con cessione del quinto, potreste essere obbligati.

Ma sottoscrivere un’assicurazione è comunque una forma di tutela, perchè in caso di insolvenza del richiedente, sarà la compagnia assicurativa a onorare quel che resta del debito. In questo modo non si finirà sulla lista dei cattivi pagatori.

Le rate

Capire qual è il piano di ammortamento più adatto alle proprie esigenze e, soprattutto, alle proprie disponibilità finanziarie, è fondamentale.

Solitamente le rate possono andare da un minimo di 12 ad un massimo di 120 e per importi massimi di 30.000-50.000 euro. Sul sito di Agos, ad esempio, avrete un TAN e un TAEG sul 6-7% per un importo di 10.000 euro. A seconda di quanto vorrete pagare mensilmente, vi si allungherà o diminuirà il periodo di restituzione.

Non lasciatevi sconfortare dalla lunghezza del pagamento, se vi consente di pagare di meno mensilmente e di farvi stare più tranquilli, è la scelta giusta, anche se, così potreste andare a restituire l’importo maggiorato di circa 1.000-2.000 euro.

Cosa succede se non si paga una rata

E’ importante capire con se stessi se si è in grado o meno di poter onorare il debito perchè, se si manca al pagamento di una o più rate si rischia di finire nel Registro dei cattivi pagatori. Uno dei Sic (sistemi di informazione creditizia) avviserà con una lettera dell’avvenuta iscrizione. E’ possibile però essere cancellati secondo queste tempistiche:

  • ritardo di due rate poi sanate: 12 mesi dalla regolarizzazione
  • ritardi superiori: 24 mesi dalla regolarizzazione
  • gravi inadempimenti non sanati: 36 mesi

Se si è cattivi pagatori è molto difficile, anche se non impossibile, poter richiedere un prestito. Dunque è davvero consigliato, per non macchiare la propria “fedina” creditizia, essere sempre in regola con tutti i pagamenti.

Se invece si vuole estinguere prima il debito

Esiste anche l’opzione opposta al mancato pagamento e cioè l’estinzione anticipata del debito rispetto alla scadenza prevista da contratto.

Può sembrare una buona mossa ma in realtà non sempre lo è. Infatti comporta spesso il pagamento di una penale. La penale si calcolerà sulla parte di prestito residua ed  è pari a:

  • l’1% se il finanziamento ha durata superiore ad un anno
  • 0,5% se invece la durata del prestito è inferiore ad un anno

Tipologie di prestito

Vediamo le principali tipologie di prestito per capire quella più adatta a noi. La più grande differenza è tra prestito personale e prestito finalizzato.

Mentre il prestito personale non è finalizzato ad un determinato scopo e, in caso di esito positivo, viene erogato direttamente al richiedente, quello finalizzato invece è legato all’acquisto di un determinato bene, come ad esempio un’auto, e il prestito viene erogato all’esercizio commerciale dove avviene l’acquisto, grazie alla convenzione con una banca o finanziaria.

L’acquirente poi dovrà, col tempo, restituire la somma erogata alla banca secondo il piano di ammortamento che ha stipulato stesso presso l’esercizio commerciale (come la concessionaria).

Dunque nel caso dei prestiti personali l’importo, una volta accettata la richiesta di prestito, verrà caricata direttamente sul conto corrente del richiedente, senza intermediazione alcuna. Il TAN è fisso e le rate costanti.

Nel caso del prestito finalizzato all’acquisto di un’auto, chiamato proprio “prestito auto”, può essere spesso prevista una maxi rata finale che concluda il pagamento del finanziamento. Sarò poi il concessionario a farsi carico della raccolta dei documenti del cliente necessari per la pratica e a trasmetterli all’istituto di credito erogante il prestito.

I documenti da presentare

Quando di parla di prestiti, al di là del tipo di prestito che si andrà a richiedere, i documenti principali da portare o da allegare, se si opta per un prestito online, sono:

  • documento di identità
  • codice fiscale
  • ultime buste paga o Modello Unico se si è liberi professionisti

In questo modo la banca o la finanziaria avrà a portata di mano tutte le informazioni necessarie per fare i controlli sul richiedente e sul suo merito creditizio.

Questa procedura di eseguire controlli è una forma di tutela sia per l’istituto di credito in questione sia per il richiedente. Prestare i soldi a qualcuno, infatti, è una bella responsabilità da ambedue le parti. Chi eroga deve assicurarsi che chi riceverà la cifra sia in grado di restituirla. Se la persona non è in grado di farlo, allora è meglio che non si imbarchi in un’impresa più grande di lui. Oppure, se con le sue sole forze non può farlo, potrebbe ricorrere a qualcuno che lo aiuti in questo percorso come, ad esempio, un Garante.

Il Garante: colui che regala fiducia

Ebbene sì, è proprio così. Il Garante è colui che regala fiducia sia alla banca che al richiedente il prestito. E’ una persona che, grazie ad un reddito dimostrabile, una buona affidabilità finanziaria e un buon trascorso creditizio, potrà aiutare il beneficiario del prestito in caso di insolvenza. Si farà carico infatti del debito rimasto e si impegnerà a pagarlo, fino all’ultima rata.

Dovrà portare sia documenti d’identità sia ultime buste paga. E dovrà anche stipulare anche lui un contratto. se poi non riuscirà a pagare le rate, rischierà di essere segnalato come cattivo pagatore.

Se non potete contare su un Garante ma avete una casa intestata, se proprio non avete altre opzioni, potreste optare per un prestito ipotecario. Avrà tempo lunghi perchè la banca dovrà valutare quanto vale l’immobile ma, se accettato, potrete contare su un prestito di cifre anche piuttosto alte, come 50.000 euro.

Ma è anche un’operazione rischiosa e da molti considerata l’ultima spiaggia perchè si rischia di perdere la casa e, in caso di mancato pagamento, la banca diventerà la sua proprietaria.